IL TEATRO DELLE OMBRE
GENERE MUSICA ALLA FABRIZIO DE ANDRE' BALLABILE, MEDIO
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Lyrics
Non siedono più sui troni
con i volti seri e compiaciuti,
né parlano dai palazzi
le voci dei popoli.
Un vento freddo muove il mondo
come una scacchiera
dove i pezzi non conoscono la mano.
I prezzi lievitano
come pane maledetto,
gonfiato dall’aria della speculazione,
mentre la fame, quella vera,
resta pesante
nelle tasche vuote.
Ci dissero l’economia
è un mercato aperto,
un campo dove correre liberi.
Ma invece era una scenografia,
un fondale dipinto,
dietro cui si stringono cartelli
come catene d’acciaio
attorno al mondo.
Poche potenze
si dividono la terra
come predatori attorno a una carcassa stanca.
Tracciano confini con il righello dell’avidità,
si fingono nemici,
ma brindano allo stesso tavolo
con calici colmi di sangue invisibile.
La guerra è una recita,
il nemico un costume,
la pace una parola usata male.
Il povero, invece, non ha ruolo:
resta un ostacolo sul sentiero del profitto,
un’ombra da scavalcare.
L’arroganza e le prepotenza
camminano a braccetto,
mentre leggi inermi provano a inseguirle
ma inciampano,
come sterili preghiere
in una chiesa vuota.
E resta l’amaro
di sentirsi piccoli,
minuti granelli
sotto ingranaggi immensi,
con la coscienza sveglia
e le mani legate.
Ma anche nell’impotenza
brucia un fuoco che arde:
è la parola che denuncia,
lo sguardo che non si piega.
E finché qualcuno lotterà il male,
il silenzio
non avrà del tutto vinto.