sapore strano

sapore strano

Indie pop italiano malinconico, voce maschile intima e leggermente graffiata, cantato-parlato, chitarra elettrica pulita, batteria minimale, atmosfera notturna urbana, emotivo ma non troppo dolce.

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Lyrics

(Strofa 1) La prima volta eri ferma vicino alla porta, io facevo finta di niente ma ti avevo già vista. C’era rumore, gente che rideva forte, io che chiedevo di te senza farmi vedere, tu che mi hai lasciato un elastico verde come se fosse una promessa che non sapevamo ancora fare. Mi hai detto “non ti scordare di me” come si dice una cosa leggera, ma io da quella sera non ho più smesso di pensarci. ⸻ (Pre-ritornello) Poi tutto si è fermato. Le strade, le uscite, la mia vita sempre in corsa chiusa dentro quattro mura. ⸻ (Ritornello) E faceva strano sentirmi libero con te mentre il mondo stava fuori. Tu entravi con l’aria addosso, io restavo fermo a respirarti piano. La mia libertà aveva un gusto strano, mezzo sogno e mezzo errore, ma con te non mi sentivo in prigione. ⸻ (Strofa 2) Io non sono uno che sta fermo, lo sai. E contare i giorni mi faceva più male di tutto il resto. Non ti ho mai detto quanto mi pesava il silenzio, quanto era dura fare il forte quando dentro tremavo. Tu parlavi del niente, di cose piccole, e quel niente mi teneva in piedi. ⸻ (Ritornello) Faceva strano averti così vicina in una vita a metà. Io che volevo scappare sempre, tu che restavi. E anche se fuori era lontano tutto, con te mi sentivo intero. ⸻ (Bridge – distanza) Poi chilometri, stazioni fredde, messaggi scritti male alle due di notte. Noi che ci diciamo basta e poi torniamo sempre. Come quella prima sera, porta che si apre, e io che ti guardo come se sapessi già che non sarebbe stata semplice. ⸻ (Finale – quasi sussurrato) Non siamo facili. Non siamo tranquilli. Ci rompiamo e ci rimettiamo insieme come se fosse inevitabile. Ma se penso a quando ero fermo e tu entravi in quella stanza, capisco una cosa sola: non ero libero, ma con te mi sembrava abbastanza.