VISSUTO E NON MAI VISSUTO

VISSUTO E NON MAI VISSUTO

Pop

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Lyrics

​T: Inizio con solo Sax Tenore. Un fraseggio lirico, avvolgente, che evoca i "nobili pensieri" e lei in riva al mare. ​SVOLTA RITMICA: Al secondo 0:30, inserire un colpo di rullante secco. Inizia la Batteria molto ritmica, trascinante e determinata. ​2. STROFA 1 & PONTE (L'Addio e l'Incontro) ​VOCE SOLISTA: Voce femminile sofisticata. Racconta della rotonda, del mare e del "vigore all'inverosimile" di un amore che si chiude. ​PONTE DI AGGANCIO: Crescendo di fiati e archi. Deve "scuotere" l'ascoltatore, preparando il cambio di energia verso l'incontro con l'artigiano. ​3. IL RITORNELLO - IL TORMENTONE (Esplosivo) ​TESTO: "VIVERE SEMPREEEEE! A PRESCIN-DE-REEEEE!" ​ESECUZIONE: Allungare molto le vocali finali ("E"). ​ARRANGIAMENTO: Coro potente e determinato (stile Gospel/Pop solare). Ritmo incalzante: "Senza se e senza ma". ​4. STROFA 2 - L'ARTIGIANO E LA GEMMA ​DETTAGLI: Descrizione dell'artigiano (occhi neri da confondere, luce riflettente, bravura nella lavorazione del corallo). ​IL DONO: Omaggio della "COLLANA PERLA". La musica deve brillare di progetti e nuova luce. ​5. IL CLIMAX - TORMENTO CHIC (Mantra) ​FRASE Chiave: "VISSUTA E NON MAI VISSUTAAAAA". ​DINAMICA: La musica si apre al massimo della potenza. La voce solista grida il paradosso della rinascita. Deve scuotere forti emozioni di luce verso il futuro. ​6. ASSEMBLAGGIO E CHIUSURA (Outro) ​FINALE: Assolo di Sax virtuoso che dialoga con il Coro. ​ La luce entra da una finestra alta e cade sulle sue spalle, disegnando un’ombra lunga sul tavolo, un’ombra che sembra un prolungamento del suo corpo, un corpo che non impone ma accompagna, un corpo che non domina ma custodisce. La polvere rossa si deposita sulle sue dita come un segno di appartenenza, come se il mare avesse lasciato su di lui una firma invisibile, e ogni volta che solleva un frammento lo fa con una grazia che non è femminile né maschile, è semplicemente umana, profondamente umana. Il polso ruota con una lentezza che non è esitazione ma ascolto, come se ogni millimetro di movimento fosse una domanda rivolta al corallo, una domanda che non ha bisogno di parole perché la risposta arriva attraverso la vibrazione della materia, una vibrazione che lui percepisce prima ancora di toccarla davvero. E io resto fermo a guardarlo, come un visitatore che non conosce tutto ma sente tutto, come un uomo che non ha gli strumenti per capire ma ha il cuore per riconoscere. E poi, senza rumore, arriva lei. Ennia. Non entra, scivola. La sua presenza non si annuncia, si manifesta. La vedo chinarsi a raccogliere dei cocci caduti a terra, cocci che per chiunque sarebbero solo scarti, ma per lei sono possibilità, sono futuro, sono frammenti che aspettano solo una mano capace di rimetterli insieme. Il modo in cui si piega non è un gesto domestico ma un atto di eleganza, un’eleganza che nasce dal quotidiano, dal semplice, dal necessario. Le dita sfiorano i cocci come se stessero leggendo una storia, una storia che solo lei può vedere, una ​