IL TEATRO DELLE OMBRE

IL TEATRO DELLE OMBRE

MUSICA STILE BENNATO

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Lyrics

IL TEATRO DELLE OMBRE Non siedono più sui troni con i volti seri e compiaciuti, né parlano dai palazzi le voci dei popoli. Un vento freddo muove il mondo come una scacchiera dove i pezzi non conoscono la mano. I prezzi lievitano come pane maledetto, gonfiato dall’aria della speculazione, mentre la fame, quella vera, resta pesante nelle tasche vuote. Ci dissero l’economia è un mercato aperto, un campo dove correre liberi. Ma invece era una scenografia, un fondale dipinto, dietro cui si stringono cartelli come catene d’acciaio attorno al mondo. Poche potenze si dividono la terra come predatori attorno a una carcassa stanca. Tracciano confini con il righello dell’avidità, si fingono nemici, ma brindano allo stesso tavolo con calici colmi di sangue invisibile. La guerra è una recita, il nemico un costume, la pace una parola usata male. Il povero, invece, non ha ruolo: resta un ostacolo sul sentiero del profitto, un’ombra da scavalcare. L’arroganza e le prepotenza camminano a braccetto, mentre leggi inermi provano a inseguirle ma inciampano, come sterili preghiere in una chiesa vuota. E resta l’amaro di sentirsi piccoli, minuti granelli sotto ingranaggi immensi, con la coscienza sveglia e le mani legate. Ma anche nell’impotenza brucia un fuoco che arde: è la parola che denuncia, lo sguardo che non si piega. E finché qualcuno lotterà il male, il silenzio non avrà del tutto vinto.