Il re della Maremma
Folk tradizionale
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Lyrics
Si leva il sole sopra la Maremma,
tra i giunchi d’oro e l’acqua che ristagna,
di questa terra dura è la sua gemma,
mentre la nebbia ancora la compagna.
Il cappellaccio scuro sulla fronte,
lo sguardo acuto fende l’orizzonte,
conosce ogni sentiero, guado e ponte,
laddove il fiume scende dalla fonte.
Non ha il revolver come l’uomo d’Ovest,
né usa il lazo per domare il toro,
ma con l’uncino affronta le sue prove,
tra polvere, fatica e scarsi allori.
Le grandi corna a luna dei buoi bianchi
si muovono nel pascolo brullo,
lui li sorveglia con i gesti franchi,
in sella, fiero, senza alcun trastullo.
Calzoni di fustagno e giacca scura,
i cosciali di pelle per difesa,
sfida la febbre e l'aspra radura,
facendo della macchia la sua chiesa.
È un centauro di stirpe contadina,
che non piega la testa al forestiero,
regna sovrano dalla sera alla mattina,
custode di un antico e vero impero.
E quando il buio scende sulla piana,
e tace il grido della bestia stanca,
ritorna lento verso la capanna,
con l’onestà che mai al cuore manca.